GLI EQUISETI

Gli equiseti sono piante di discrete dimensioni, prive di fiori e dallo stelo tubulare e segmentato. Si riproducono per mezzo di spore ed abitano i terreni umidi ed incolti. Nella sistematica vegetale occupano un posto piuttosto basso poiché le poche specie attuali sono le discendenti delle piante che popolavano le foreste del Carbonifero.
LE CARATTERISTICHE
- L’equiseto (Equisetum arvense) è una pianta appartenente alla famiglia delle Equisetaceae ed è l’unico superstite di una linea di piante che risale a trecento milioni di anni. E’ comunemente chiamato “coda di cavallo” perché il suo aspetto in qualche modo rimanda ad una coda di cavallo dato che non ha né fiori né semi e i suoi rami sottili assomigliano ai crini dei cavalli. E’ facilissimo da individuare e da trovare dato che cresce abbondantemente in prossimità dei fossati e dei torrenti, anche in altura.
- L’Equiseto è una pianta erbacea perenne, con un rizoma strisciante di colore nero.
Da questo rizoma si sviluppano i fusti (chiamati cauli) che si differenziano in fusti sterili e fusti fertili.- I fusti fertili, nascono in primavera e sono privi di clorofilla; sono cilindrici e di colore biancastro o bruno-rossiccio, formati da più sezioni collegate attraverso dei nodi evidenti, sui quali è presente una guaina larga e membranosa. I cauli fertili sono privi di rami e le foglie sono ridotte a squame. Sulla superficie del fusto sono presenti tipiche striature brunastre.
- I fusti sterili, invece, maturano durante l’estate, presentano una colorazione verdastra e sono cavi all’interno. In questi fusti, ad ogni nodo sono presenti numerose foglioline che vanno a formare una guaina di rami filiformi, quadrangolari e dalla consistenza vetrosa, che si dispongono a raggiera.
Pur avendo un portamento eretto, i fusti di Equiseto non contengono lignina al loro interno (non diventano perciò mai legnosi); utilizzano come sostanza di sostegno i sali di silicio, presenti in quantità rilevanti all’interno della pianta.
- Pianta acquatica sempreverde diffusa in gran parte dell’emisfero boreale. Produce grossi rizomi sotterranei che si sviluppano costituendo ampie colonie; dalle radici carnose si dipartono sottili fusti eretti, alti anche 120-150 cm, caratterizzati da una fascia argentata, seguita da una scura, agli internodi, che segnano vistosamente la superficie ruvida, verde brillante dei fusti; talvolta presentano brevi ramificazioni agli internodi, dove spesso sono anche presenti foglie arrotolate lungo il fusto. Sui fusti in estate sono presenti corte spighe ovali che portano le spore.
- L’equisetum è una pianta molto diffusa in tutti gli ambienti caratterizzati da alta umidità del suolo.
- Alcune specie appartenenti a questo genere sono considerate per lo più delle infestanti (come l’equisetum arvensis). Altre, come l’equisetum hyemale, comune anche allo stato spontaneo, sono invece impiegate con successo nella realizzazione di zone umide all’interno dei giardini. Gli alti steli eretti, che crescono molto fitti, sono belli in ogni stagione, grazie alla loro colorazione verde vivace che permane anche in inverno.
- La verticalità, inoltre, è un elemento in grado di creare un gradevole contrasto con altre foglie più ampie ed arrotondate, donando un aspetto moderno e “architettonico” agli spazi all’aperto
- L’equiseto cresce senza problemi sia al sole, sia all’ombra; preferendo comunque luoghi luminosi. Non teme il freddo e infatti si trova anche allo stato selvatico in molte regioni della penisola italiana; volendo si può coltivare anche in appartamento, mantenendola in vasi colmi di acqua.
- L’equiseto invernale cresce bene in terreni piuttosto ricchi, ma leggeri, con un pH da neutro a subacido. Potendo scegliere l’ideale sono quelli dove la sabbia risulti predominante.
- Elemento indispensabile è l’umidità a livello delle radici. Possiamo scegliere di inserirlo sulle sponde di uno specchio d’acqua, oppure all’interno. Le radici crescono ottimamente quando sono immerse a circa 10 cm dalla superficie.
- Non è esigente per quanto riguarda l’esposizione. Certamente la crescita è più vigorosa in pieno sole (avendo a disposizione molta acqua) o a mezz’ombra, ma un’ombra luminosa non sarà causa di deperimento.
- Queste piante amano le zone umide, gli stagni e le marcite, dove l’acqua è abbastanza bassa e ferme; sono molto adatte ad essere piantate sulle rive di piccoli giardini acquatici.
- Non necessitano di fertilizzazione, e preferiscono terreni abbastanza ricchi e profondi. Data la rapida e notevole crescita dei rizomi sotterranei è opportuno limitarne lo sviluppo estirpandone periodicamente una parte, per evitare che divengano infestanti.
LA RIPRODUZIONE DELL’EQUISETO
Questa pianta, come le felci o i funghi, si riproduce liberando nell’aria delle spore; per la difficoltà di reperimento e di utilizzo delle spore stesse solitamente si procede alla propagazione dell’equiseto per divisione dei cespi di rizomi. È sufficiente dissotterrare le radici e prelevarne una parte con un coltello affilato, la nuova pianta così ottenuta va subito posta a dimora.
L’Equiseto è una pianta che non presenta fiori; al loro posto è presente una spiga ovale posta all’apice dei fusti fertili.
Tale spiga produce spore che permettono alla pianta di riprodursi.
La riproduzione dell’Equiseto è simile a quello delle felci, ossia avviene attraverso le spore, contenute all’interno di apposite strutture poste all’apice dei fusti fertili: gli sporangi.
Questi si aprono a primavera liberando le spore contenute al loro interno.
L’Equiseto si moltiplica anche attraverso la formazione di nuovi fusti dalle gemme sotterranee.
L’Equiseto è una pianta molto diffusa nei luoghi umidi, cresce spontanea lungo le sponde dei fiumi, nei fossi e nei terreni erbosi ricchi di acqua.
Preferisce terreni argillosi.
Cresce bene anche nei terreni incolti ed è spesso infestante di molte colture, poiché possiede un apparato radicale che si sviluppa molto lateralmente.
La sua presenza è indice di un terreno troppo compatto, povero di humus e con ristagni idrici.
LE ORIGINI E LA DIFFUSIONE DELL’EQUISETO
L’equisetum hyemale (equiseto d’inverno o rasperella) è una pianta molto diffusa come endemica in tutto il nostro continente, anche se è più facile trovarlo nei paesi dell’Europa settentrionale e orientale. Si può tuttavia riscontrare anche in altre aree del globo, come nel continente americano e asiatico, in particolare dove il clima risulti temperato.
Per svilupparsi e diffondersi richiede un ambiente umido con suolo sabbioso e piuttosto povero, dal piano fino anche a più di 2500 m sul livello del mare. Risulta infatti molto resistente alle basse temperature, mantenendo, tra l’altro, gli steli intatti e sempre di un bel colore acceso. Non è raro che riesca a sopravvivere anche in piccoli bacini d’acqua, dove la superficie risulti completamente ghiacciata.
Proprio per questa ragione il suo nome è equiseto d’inverno, per distinguerlo da altre specie (come l’arvensis) che, durante la stagione fredda, perdono completamente la parte aerea.
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