I TAGLI NELLA POTATURA DEGLI ALBERI

Non c’è un solo tipo di potatura:
- Sulla pianta giovane bisogna operare per dar forma all’alberello e indirizzarne l’allevamento (potatura di formazione).
- Su alberi formati si deve svecchiare l’apparato di rami selezionando e mantenendo una chioma ariosa ed equilibrata (potatura di produzione).
- Si distinguono anche la potatura verde che elimina succhioni e polloni e quella legnosa che rimuove rami formati.
- Alcuni tagli si effettuano per bilanciare la produzione della pianta, altri per rimuovere il secco oppure parti non produttive, mentre i tagli di ritorno sono utili per non far crescere troppo in altezza la chioma e contenere la pianta.
COME ESEGUIRE I TAGLI
Nell’eseguire i tagli di potatura è importantissimo rispettare queste barriere naturali, tagliando all’esterno di quel caratteristico rigonfiamento detto collare del ramo.
Si deve poi prestare la massima attenzione nell’evitare lacerazioni della corteccia del fusto o della branca su cui il ramo asportato si inseriva: in presenza di rami pesanti si dovrà perciò utilizzare la tecnica del taglio in tre fasi.
Limitare il diametro dei tagli è solo l’inizio: anche un piccolo taglio va eseguito rispettando le barriere naturali dell’albero.
I TAGLI NELLA POTATURA
- Effettuare un taglio netto. Il taglio del ramo o del pollone dev’essere netto, senza strappi nel fusto o pezzettini intorno al taglio. Per far questo è necessario che gli attrezzi che si utilizzano siano adeguatamente affilati e conservati correttamente, per evitare ruggini. Molto importante è la destrezza dell’operatore, che si acquista con esperienza.
- Evitare i tagli dritti. Questo principio va tenuto in attenta considerazione, in particolare quando si tagliano i rami degli alberi. Alcuni rami pesanti, infatti, se tagliati dritti, possono cadere prima di finire il taglio, provocando uno strappo o una lesione. Bisogna effettuare il taglio sempre in maniera inclinata, circa 45°.
- Praticare il taglio sopra una gemma o un nodo. Quando si rimuove l’estremità di un ramo, bisogna effettuare il taglio appena sopra il germoglio più vicino al punto in cui si vorrebbe accorciarlo. In particolare, se l’operazione di potatura è finalizzata a generare un nuovo sviluppo, il taglio netto va effettuato sopra una gemma orientata nella direzione che si vuol far prendere al nuovo ramo.
- Inclinare il taglio verso il germoglio. Il taglio di potatura ideale è quello che taglia obliquamente e di netto dalla parte opposta del germoglio, verso l’esterno. In questo modo l’acqua cadrà lontano dalla gemma e si eviterà il rischio che la gemma stessa marcisca. Il taglio opposto fa scivolare via l’acqua.
- Evitare i monconi. I monconi sono quei pezzetti di legno o ramo che sporgono fuori da un ramo o da un germoglio. Ogni pezzo di legno o stelo che sporge è antiestetico e muore rapidamente. Il problema è che il legno morto può causare delle malattie.
- I rami superflui devono essere eliminati alla base, ossia al loro punto di intersezione con altri rami o con il fusto stesso.
- Per effettuare correttamente tutte le operazioni di potatura è fondamentale utilizzare i giusti attrezzi.
- Sui tagli nel tronco vecchio di vite è meglio lasciare dei monconi, di lunghezza almeno il doppio del diametro del taglio, per evitare ferite interne al legno. Questo vale per la vite e, quando il moncone sarà secco, dopo uno o più anni, si potrà levare, così da non intaccare il tronco stesso.

LE DIFESE NATURALI DELL’ALBERO
Gli alberi in natura si auto potano eliminando rami e le branche non più produttivi o per la necessità dell’albero maturo di rinnovare se stesso. Gli alberi dispongono di meccanismi e strutture proprie, in grado di isolare i rami ormai inutili e di bloccare possibili invasioni di agenti patogeni provenienti dal loro legno morto.

La potatura dell’albero dovrebbe interessare, esclusivamente, rami secchi o malati e rami vivi (con diametro non superiore a 10 cm) quando occorre diradare, alleggerire o contenere la chioma. Quando si recide un ramo, vivo o morto che sia, è importante rispettare le strutture biologiche che l’albero ha creato e che sono le barriere naturali con cui esso può difendersi dalle aggressioni degli agenti patogeni.
Queste barriere sono contenute nella zona del collare del ramo. Il collare è facilmente individuabile nel punto in cui il ramo (o branca) si inserisce nel ramo (o nella branca) genitore o nel fusto. In questo punto è visibile un rigonfiamento, a volte molto piccolo, che permette di individuare la linea di taglio del ramo. La linea di taglio potrà leggermente modificarsi nel caso di rami già morti, perché l’albero ha già iniziato a produrre il callo di cicatrizzazione.
Secondo la tradizione contadina i lavori di potatura vanno effettuati in luna calante: in questo periodo l’influsso lunare riduce la circolazione di linfa all’interno del fusto e dei rami, ragion per cui il taglio avrebbe meno fuoriuscita.
In questo schema la differenza nel potare un ramo vicino o lontano dal nodo:

LE TRE FASI DEL TAGLIO
Quando si asporta un ramo, oltre a non danneggiare il collare, occorre prestare la massima attenzione per evitare pericolose “scosciature” che espongono i tessuti interni del fusto o della branca su cui si inserisce il ramo. L’asportazione di un ramo, a maggior ragione se di grosso diametro, avviene in tre fasi che corrispondono a tre distinti tagli:

1° fase – ad una distanza opportuna, a seconda del diametro del ramo, si esegue un taglio, dal basso verso l’alto, per circa un terzo del diametro. Questo primo taglio ha lo scopo di interrompere le fibre del legno ed evitare la scosciatura.
2° fase – dall’alto verso il basso, qualche centimetro oltre il primo taglio, si taglia completamente il ramo da asportare.
3° fase – Con quest’ultimo taglio si rimuove il moncone del ramo lasciando intatto il collare.
ESEMPI DI TAGLI DI POTATURA

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